I mulini sul fiume Judrio

DSCI0080Il fiume Judrio si trova presso il Kanalski Kolovrat. La sua lunghezza e di 25 chilometri e divide la Slovenia dall'Italia. Proprio su questo fiume si trovavano in passato numerosi mulini che furono fonte di guadagno per i numerosi mugnai e che influivano sia sull'economia del Kanalski Kolovrat e i suoi abitanti, sia sul regime idrologico del DSCI0022fiume stesso. Oggi purtroppo queste bellezze architettoniche non esistono piu, poiche prevallicate dalla technologia moderna e dal confine che nel 1947 divise la Slovenia dall' Italia proprio sul fiume Judrio. Il regime di quei tempi era molto duro e la gente era costretta a lasciare questa attivita. Numerose persone lasciarono la propria terra per trasferirsi la dove la loro vita sarebbe stata piu agevolata.

Oggi e difficile definire a quando risalgono questi mulini. Dai pochi dati esistenti li si puo collocare intorno al 1700. Le caratteristiche dei mulini sullo Judrio furono piu o meno le stesse delle caratteristiche dei mulini che si trovavano nelle altre vallate. La particolarita stava nel fatto che qua si macinavano anche le castagne poiche il Kanalski Kolovrat e ricco di questi frutti. Le castagne venivano prima essiccate e dopo pulite per poi essere macinate.

Da quanto e stato tramandato nei secoli si puo dire, che ci furono 17 mulini da Golo Brdo insu anche se oggi ne sono rimasti noti solamente 8. Questi sono:

- Mlinarjev mlin (Mulino Mlinarjev) sotto Velendol, proprietario Bernik. Il mulino aveva due macine per macinare sia granturco che grano. Il mulino fu attivo fino al 1960.

- Mihov mlin (Mulino Mihov) di cui proprietario fu Zelinšček da Želinje. Anche questo aveve due macine e un pestello. Il mulino fu attivo fino al 1952.

- Zagorčev mlin (Mulino Zagorčev). Il suo proprietario fu Velušček da Bajti. Aveva due macine e fu attivo fino al 1915. Su questo mulino si trovava anche una targa in pietra con una iscrizione datata nell anno 1782 . La targa scompari nel nulla e non e stata mai piu ritrovata.

Altri mulini che si trovavano sullo Judrio sono Bajtov mlin, Filejev mlin e Ivančkov mlin che descriveremo piu in la.
Questi mulini appartenevano a proprietari che si trovavano sulla riva destra del fiume (in Slovenia).

Altri mulini invece che si trovavano nella parte nordest della valle dello Judrio appartenevano a proprietari che si trovavano nella Slavia Italiana:

- Salamantov mlin, attivo fino al 1970

- Klinčnov mlin

- Melinski mlin: Mulino di Melina

Oltre a questi possiamo menzionare anche Matičev mlin sotto il paese Srednje, Štefcov mlin, inoltre sullo Judrio a ovest di Srednje c'era la fattoria Mlin, a Podravno sotto il paese Močila c'era Ravnikov mlin e sotto il paese Kostanjevica Runkov mlin. Dei mulini oggi sono rimasti oramai solamenti i resti.

La gran parte di questi mulini aveva solo una stanza che serviva esclusivamente per la macina, tranne Zagorčev mlin che possedeva un'altra stanza per il focolare, dove si cucinava e ci si poteva scaldare. Mlinarjev mlin e Ivančkov mlin avevano inoltre anche altre stanze dove la famiglia del mugnaio poteva vivere. Naturalmente nei mulini non c'era l'elettricita e ci si doveva arrangiare con dei lumini oppure con delle torcie.

La presenza dei mulini sul territorio influiva sull'agricoltura cosi come anche l'agricoltura influiva sul numero dei mulini. Con l'incremento degli abitanti si sviluppava l'agricoltura e la produzione di grano, cereali, frumento e grano saraceno e con esso la necessita di un maggior numero di mulini. Prima della seconda guerra mondiale i mulini dello Judrio coprivano un ampio territorio, anche la Slavia Italiana. Mentre durante la guerra anche le unita dei partigiani.

I mulini sullo Judrio funzionavano durante tutto l'anno anche se la macinazione dipendeva ovviamente dalla quantita d'acqua che c'era nel fiume. Durante il periodo di siccita si macinava con una sola macina. Questo influiva sulla qualita della farina che in questi casi era inferiore, poiche piu ruvida. Diversamente nei periodi quando l'acqua abbondava, si macinava con entrambe le macine. Su una macina si macinava il grano, sull'atra invece il granturco. L'alta stagione includeva i mesi tra l'inizio autunno fino a tarda primavera. In questi periodi si macinava anche oltre 500 chili di grano e 700 chili di grano turco. Allora si macinava anche di notte. Con l'arrivo della Jugoslavia questo non era piu possibile poiche anche chi macinava di giorno e specialmente i clienti venivano controllati dalle autorita se provvisti di documenti che li permettevano di trattenersi nella fascia di 100 metri dal confine. In caso contrario furono condannati e puniti. Durante l'inverno la macinazione risultava difficile o addirittura si interrompeva. Questo accadeva anche perche il fiume ghiacciava durante l'inverno.

Di solito il mugniaio era anche proprietario del mulino. In alcuni casi macinavano anche i familiari oppure il mulino era in affitto. Le grandi quantita di grano venivano portate nel mulino con una slitta, mentre quantita piu piccole – 50 kg, venivano portate in un sacco e i clienti potevano aspettare direttamente nel mulino che il loro grano fosse macinato. Il mulino era anche un luogo d'incontro per la gente che vi ci veniva. Qua si parlava e si scambiavano diverse inforazioni e curiosita.

Il mugniaio prendeva una paga per il suo lavoro. Per 30 chili di farina macinata poteva trattenerne 1 chilo per se. Oppure li si pagava in denaro. La quantita di farina si misurava all'inizio con un misurino di aluminio oppure di legno. Solo durante il periodo austroungarico e dopo italiano dovettero provvedersi di una bilancia poiche l'amministrazione della finanza lo ordinava.

Il mugniaio che macinava il grano di solito possedeva anche i setacci che allora erano molto preziosi. La farina di grano veniva macinata per tre volte poiche solo cosi si otteneva una buona qualita di farina. Le macine per i mulini sul fiume Judrio si comperavano in una cava di pietre vicino a Golo Brdo poiche qua la roccia era di una qualita ottimale.

Il mugniaio che intendeva costruire un mulino nuovo o ricostruirne uno vecchio doveva prima provvedersi di un progetto di costruzione e a base di questo del permesso per la costruzione. Passata la parte burocratica si andava alla fase di costruzione. Qua entrarono in scena gli artigiani locali. Tutte le parti esterne in legno venivano costruite con il legno di faggio poiche piu resistente all'acqua e agli influssi esterni, mentre le parte interne venivano costruite con il legno di tiglio perche questo legno non veniva danneggiato dai roditori. Le macine misuravano in altezza circa tre metri e avevano lo spessore di 40 centimetri.

Ogni mugnaio doveva essere provvisto di un permesso per l'esercitazione e doveva pagare al comune una tassa annuale. Nella valle dello Judrio c'era tra i mugniai un'accordo verbale che li obbligava che in tempo di siccita uno macinava il grano, l'altro invece solo il granturco perche cosi macinavano con solo una macina per via della scarsa acqua.

Tutti i mulini sullo Judrio erano tipici mulini agricoli e non commerciai. Dopo la seconda guerra mondiale inizio il calo del lavoro nei mulini dello Judrio e i proprietari dovettero chiudere. La causa maggiore era l'elettrificazione. Un mulino elettrico macinava infatti in un giorno tanto quanto tutti i tradizionali mulini presenti nella vallata dello Judrio insieme. L'ultimo mulino sul fiume Judrio chiuse le sue porte nel 1970.

(Tratto dal libro »V zavetju Svetega Kancijana«, Il testo sui Mulini e di Pavel Medvešček)

In passato il territorio del Comune di Kanal era ricco di queste bellezze architettoniche che sono i mulini. Non solamente sul fiume Judrio ma anche altrove, sul fiume Ajba c'e n'erano otto, sul torrente Doblarc vicino a Doblar, sul torrente Avšček,…

Ivančkov mlin – Mulino Ivančkov sullo Judrio vicino a Britof

Non si sa esattamente quando fu costruito il mulino Ivančkov. Molto probabilmente risale all'epoca della costruzione degli altri mulini che si trovavano un tempo sullo Judrio e dei quali oggi esistono solamente le rovine.

Il mulino apparteneva alla famiglia Bajt dal paese Bajti. Poiche la famiglia aveva una grande fattoria e non aveva il tempo per gestire un mulino, questo fu dato in affitto. Prima ad una famiglia di Brda e dopo ad un'altro proprietario che pero ingannava la gente che portava a macinare il grano nel mulino. Infatti invece di prendere la giusta percentuale della farina macinata per il proprio pagamento, ne prendeva di piu. La gente col tempo se ne accorse e non portava piu il grano a macinare. Per questo il proprietario del mulino lo caccio via e a macinare ando sua figlia piu grande che ci ha anche raccontato questa storia.

La vita nel mulino non era facile per una ragazzina di tredici anni, ma la ragazza imparo presto i trucchi del mestiere e fece sempre un buon lavoro. La gente le voleva bene e il lavoro non mancava. Un buon mugnaio doveva conoscere oltre ai trucchi del mestire anche i gusti della gente che portava a macinare. Solo cosi poteva soddisfare i propri clienti. Tante volte al mulino venivano anche i bambini affascinati dalla sua magia.

Il mulino Ivančkov aveva due macine per macinare sia il grano che il granturco e un pestello. Solo avendo tutti e tre gli atrezzi un mulino veniva definito un vero mulino. Oltre alla parte dove si lavorava, il mulino aveva anche una parte dove si poteva vivere. L'acqua che spingeva la ruota del mulino provveniva sia dallo Judrio sia dai ruscelli che in esso sfociavano e riempiva una diga costruita in funzione del mulino. Tante volte si macinava anche di notte perche la forza dell'acqua per via della temperatura era maggiore. Inoltre di giorno intorno al fiume c'erano gli animali che bevevano l'acqua, i contadini etc. e tutto questo influiva sul corso del fiume.

Nel mulino Ivančkov si portava a macinare dai paesi di Kovačevica, Kodermaci, Oborča, Ščubci, Lajšča, Podrob, Podrskije, Prapotno (oggi paesi che si trovano in Italia) e da Britof, Filej, Strmec, Markiči, Bajti, Šeberjak,…che si tovano in Slovenia.

Il pagamento del mugnaio veniva sia in materiale – farina, sia in contanti. In materiale si pagava prendendo una percenuale della farina macinata a ogni cliente. Il mugnaio prendeva questa percentuale dinanzi agli occhi del cliente per evitare accuse di truffa. Il mugnaio aveva anche l'obbligo di controllare la propria bilancia. Questo si faceva una volta all'anno a Deskle dove c'era la sede del comune. Olte a questo dovevano portare anche un elenco dove erano annotati i nomi delle persone che portavano a macinare e anche le quantita e il tipo di grano macinato. Questo elenco doveva essere portato una volta al mese e serviva non per controllare il mugnaio ma per controllare i contadini e quello che possedevano. Il proprietario del mulino doveva pagare 200 lire per la licenza e 200 lire per lo sfruttamento dell'acqua.

Il mulino Ivančkov fu distrutto nel 1937 a causa di un grosso allagamento che distrusse tanti altri mulini, dighe e ponti sullo Judrio. Il comune non riusci a fornire il cemento per la riparazione del mulino alla famiglia poiche c'era la crisi. Il mulino non fu riparato fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando nel 1946 inizio di nuovo a macinare. Ma non duro per molto. Nel 1947 venne il confine che divise proprio sullo Judrio la Slovenia dall'Italia e la ragazzina oramai diventata donna che gestiva il mulino dovette trasferirsi in Italia e abbandonare l'attivita. Comunque dopo di lei il mulino macino ancora fino al 1967 pero gestito da un'altra famiglia.DSCI0064